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metà gennaio 2013

16 gennaio 2013

E ci vorrebbe un sonoro per questo mio sentire.
Si, servirebbe proprio un para-p-para-para-pa-pappara-pa-pa-para… tipo colonna sonora del circo in periferia quando spegne le luci diffuse e accende i fari che puntano al centro della pista… l’unica.
E tu lì che aspetti l’evento, chissà cosa uscirà da quella tenda di velluto rosso, gli occhi sbarrati e attenti, il fiato sospeso e la saliva che fatica a scendere.
E poi eccolo… il presentatore che fa il professionale anche quando si presta a far da spalla al clown di turno.
Sarà che ho i miei anni ma ricordo ancora quando da bimba mio padre mi accompagnò a vedere l’Orfei , quello con tre piste, quello che già allora costava un botto e che dopo la sigla di inizio non sapevi nemmeno dove guardare per quanto spettacolo c’era da seguire.
Adesso ho nostalgia di tutte quelle possibilità, o meglio, adesso che la pista è una,ora che la luce costa troppo per illuminare bene la scena, oggi che il biglietto l’ho già pagato…e mi rimane l’amaro in bocca nel pensare a come questo circo sia decaduto, piegato sotto i “costi fissi” e ti chiedi se questo circo che oramai ha perso anche gli animali non sia solo fatto di uomini che tengono ancora la frusta del domatore in mano ma rimpiangono il leone che non c’è più.
E già… che emozione quando la frusta con uno schiocco spaventava l’animale e adesso che siamo tutti più buoni…tutti più educati e non usiamo più le fruste, adesso non rimane che la noia di battute da clichè già immaginate…
Ebbene mi chiedo che ci faccio ancora qui se non mi diverto più…
Però sembra che tra poco inizia un nuovo spettacolo, bisogna aver pazienza…si è sentito dire che gli animali si sono autogestiti e che uno salta anche nel cerchio di fuoco senza domatore. Qualcuno ha anche azzardato a una foca equilibrista che pennella otto palle alla volta facendole volteggiare in uno spazio il cui fondale è tutto glitterato.
Bhè penso che forse vale la pena di fermarsi ancora un po’ , dicono che c’è anche il numero in cui l’elefante rosa conta i pezzi di legno abilmente forgiati dal castoro che li passa con energiche codate tentando dei fuori campo, e che se ne vedi uno devi esprimere subito un desiderio perché si sa, si avvera!!!!
Che figata sarebbe questo nuovo circo!!!
Ok, ho ancora qualche caramella nelle tasche… quando son finite però mi alzo e mi vado a sgranchire un pò le gambe…

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6 commenti leave one →
  1. 16 gennaio 2013 22:48

    Ciao, Chiara. Molto bello questo tuo reportage nella memoria del Circo che con tinui ad amare. Buona serata. Osv

  2. 17 gennaio 2013 13:32

    Una metafora molto azzeccata…un bacio cara.

  3. 19 gennaio 2013 21:56

    Il mondo può anche cambiare e rovesciare tutti i colori, ma tu sai sempre come riportarli nel giusto ordine. E’ una mia convinzione. Anche che a volte resti solo in silenzio per un po’, ma quando torni non ti sei mai arresa.
    Perché tu le cose belle le hai sempre negli occhi…

  4. 27 gennaio 2013 20:50

    Attendiamo un nuovo spettacolo. E nel frattempo condividiamo le caramelle, anche io ne ho qualcuna nelle tasche.

  5. masticone permalink
    10 marzo 2013 16:30

    Adorabile

  6. 13 dicembre 2013 16:13

    non ho parole le ha dette tutte gAs per me. Un abbraccio e un infinità di auguri ciao Chiara

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